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UEFA e medici uniti per il bene dei calciatori

Area medica

Il presidente della Comitato Medico UEFA, Dottor Michel D'Hooghe, riferisce che la collaborazione tra UEFA e medici sociali sta aiutando a prevenire infortuni e a salvaguardare la salute dei giocatori.

UEFA e medici uniti per il bene dei calciatori
UEFA e medici uniti per il bene dei calciatori ©UEFA.com

La collaborazione tra la UEFA e i medici sociali dei club europei è stata sottolineata nel primo UEFA Elite Club Medical Forum, svoltosi la scorsa settimana. Questi appuntamenti offrono all’organismo di governo del calcio europeo la possibilità di mostrare tutto il suo apprezzamento per i preziosi scambi che si verificano tra la UEFA e i medici che operano in ambito calcistico.

Reciproci vantaggi
La conferenza di Nyon ha riunito i medici sociali dei più importanti club europei per discutere sugli innumerevoli cambiamenti che hanno interessato il loro ruolo nel corso degli anni, ed è servita a sottolineare il lavoro intrapreso nell'ambito di uno studio della UEFA sugli infortuni diretto da Jan Ekstrand, vicepresidente della Commissione Medica UEFA. La UEFA e i più importanti club europei si scambiano informazioni mediche e dati statistici per il reciproco interesse di entrambe le parti.

Proposte interessanti 
La UEFA e i medici sociali, inoltre, hanno anche discusso del problema dell'anti-doping e hanno esposto una serie di interessanti proposte che la UEFA esaminerà  nell’ambito del suo impegno futuro nel settore medico. "È stato un incontro molto produttivo, perché abbiamo riunito i medici che operano in ambito calcistico – ha dichiarato Michel D'Hooghe, a Nyon per presiedere la riunione di questa settimana della Commissione Medica UEFA -. Sono persone che non si occupano solo di documenti scritti, si occupano di caviglie e ginocchia".

Studio sugli infortuni
"Si è trattato di un incontro interessante anche perché abbiamo preso in considerazione lo studio sugli infortuni che viene portato avanti sotto la direzione di Jan Ekstrand, e abbiamo esaminato dati statistici veramente sorprendenti – ha proseguito D'Hooghe -. Ci sono stati risconti positivi e abbiamo ricevuto buoni consigli. È stata un’esperienza che merita sicuramente di essere ripetuta".

Impatto sul rendimento
Una proposta esposta nell’incontro è stata quella che concerne la presenza di dottori ai massimi livelli gestionali dei club. D'Hooghe si trova in una condizione ideale per accogliere questa proposta, in quanto è ora presidente del prestigioso club belga del Club Brugge KV, dopo aver ricoperto l’incarico di medico sociale. "Che ci piaccia o meno, gli aspetti medici sono diventati molto importanti, soprattutto per quanto riguarda il successo dei club. Se una squadra che sta lottando al vertice della classificascende al nono si evince dalle statistiche compilate da Jan Ekstrand che gli infortuni sono il primo fattore di incidenza".

Ruolo che cambia
D'Hooghe sorride quando riflette sui cambiamenti nel ruolo dei medici sociali in relazione, in particolare, agli allenatori. "Ricordo sempre che quando iniziai, nel 1972, ogni settimana il mio allenatore mi rivolgeva una domanda molto accurata dal punto di vista scientifico, "Può giocare domenica prossima?", e io venivo giudicato in base alle mie risposte. Se il giocatore scendeva in campo, io ero un bravo dottore, in caso contrario non lo ero".

Al centro di un team
Le cose sono cambiate e si sono evolute in molti ambiti – ha proseguito D'hooghe -. Abbiamo cominciato a parlare di traumatologia, ortopedia, chirurgia, fisiologia, farmacologia, psicologia… poi abbiamo iniziato a discutere di igiene, di diete e, con il calcio che si fatto sempre più internazionale, di jet-lag, altitudine e cose del genere. La medicina sportiva è diventata un lavoro di squadra. Il medico sociale che una volta lavorava da solo è diventato il punto di coesione di una team".