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Istruttori per il bene del calcio

Coach Tecnico

Durante l'ottavo workshop UEFA sulla formazione per allenatori si è parlato di apprendimento basato sulle competenze e del ruolo del direttore tecnico, argomenti che evidenziamo un approccio altruistico nel settore.

Alla seconda giornata dell'ottavo workshop UEFA sulla formazione per allenatori ad Atene si è parlato di apprendimento basato sulle competenze e del ruolo del direttore tecnico, argomenti che evidenziamo un approccio sostanzialmente altruistico nel settore.

Formazione pratica
Nico Romeijn, esponente della Federcalcio olandese e membro del panel Jira UEFA, ha spiegato il significato di apprendimento basato sulle competenze e ne ha illustrato le modalità di applicazione in Olanda. Tale approccio porta l'istruttore per allenatori direttamente nell'ambiente di lavoro del tecnico, perché le situazioni pratiche sono più efficaci ai fini dell'apprendimento. L'ambiente di lavoro, infatti, non è solo il luogo in cui si impara meglio, ma quello ideale per valutare i progressi.

Generosità di spirito
Gérard Houllier, direttore tecnico della Federcalcio francese, ha quindi evidenziato la generosità di spirito necessaria per il suo ruolo, dove il successo viene misurato in base ai traguardi degli altri. In seguito, i delegati hanno assistito alle presentazioni di modelli in Germania, Inghilterra e Bielorussia da parte di Bernd Stöber, istruttore superiore per allenatori della Federcalcio tedesca (DFB), Howard Wilkinson, presidente dell'associazione inglese allenatori e Bernd Stange, Ct della nazionale bielorussa.

L'esperienza è fondamentale
Umiltà e impegno sono requisiti essenziali nel mondo del calcio in continuo mutamento. Romeijn ha parlato di queste due qualità del suo discorso di apertura sul "Competence-Based Learning", che ha come punto di partenza l'esperienza personale del tecnico. Mentre le tecniche di apprendimento tradizionali prevedono che il candidato metta in pratica gli studi e le teorie, in questo caso le esperienze di chi apprende vengono per prime, costituiscono il quadro di lavoro, vengono analizzate e consolidate e diventano sedute di programmazione e lavoro pratico. "Competenze" significa avere la giusta combinazione di conoscenze, doti, atteggiamenti e caratteristiche personali, che permettono all'allenatore di mettere in pratica le sue nozioni.

Le giuste domande
Wim Koevermans, direttore della Federcalcio irlandese, ha invece spiegato che i nuovi metodi obbligano gli istruttori per allenatori a fare visita agli studenti in campo. Allo stesso tempo, gli istruttori devono fare un passo indietro e diventare moderatori, per assistere e (ove richiesto) stimolare gli allievi con le giuste domande.

Studenti illustri
Koevermans ha inoltre spiegato che Phillip Cocu, Dennis Bergkamp, Patrick Kluivert e Michael Reiziger hanno recentemente seguito il percorso basato sulle competenze per conseguire la licenza Pro. Gli ex nazionali hanno compreso la grande differenza tra un giocatore e un allenatore di alto livello, valutando positivamente i corsi per i benefici che avranno nella loro crescita da allenatori.

Cultura dell'eccellenza
Se identificare i propri punti forti e deboli è essenziale per chi si candida al ruolo di allenatore, non meno importanti sono l'istruzione superiore e la formazione continua. Con l'intervento "Models in Further Education", Wilkinson ha illustrato che un allenatore deve concretizzare tutti i valori e le convinzioni che lo definiscono per instaurare la cultura dell'eccellenza in un club.

Esperti in visita
La comunicazione e la cooperazione sono alla base di molti programmi in corso. Per esempio, Stöber ha spiegato che la DFB utilizza 30 furgoni in tutto il paese per fare visita ai club e dare consigli agli allenatori. Wilkinson ha parlato delle risorse online a disposizione dell'associazione allenatori approvate dalla Federcalcio inglese. Stange ha rivelato che le infrastrutture per la formazione degli allenatori offerte dalla UEFA hanno permesso alla Bielorussia di imparare dai migliori tecnici in visita, come Fabio Capello, Guus Hiddink e Otto Rehhagel.

Miglioramento costante
Per Gérard Houllier, che ha offerto una presentazione sul ruolo e sul profilo del direttore tecnico, "il nostro lavoro è mettere gli altri nella miglior luce". Il suo consiglio è cercare un equilibrio tra umiltà e ambizioni, rifiutando la compiacenza e l'arroganza, mentre la parola d'ordine in materia di formazione per allenatori è una sola: miglioramento costante.