Corso per allenatori a Nyon
venerdì 3 maggio 2013
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Gli aspiranti allenatori di Francia, Ungheria, Italia e Spagna hanno assistito a un’approfondita introduzione sulla professione presso la Casa del Calcio Europeo di Nyon.
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Gli aspiranti allenatori di quattro federazioni europee, molto dei quali ex giocatori di altissimo livello, hanno assistito a un’approfondita introduzione sulla professione presso la Casa del Calcio Europeo di Nyon.
Nelle prime fasi della carriera da allenatore, l’innovativo programa di scambio della UEFA per gli studenti che ambiscono alla licenza Pro ha riunito i rappresentanti di Francia, Ungheria, Italia e Spagna presso la sede UEFA. L’ospite d’onore è stato il Ct della Svizzera, Ottmar Hitzfeld, vincitore della UEFA Champions League con il Borussia Dortmund nel 1997 e con l’FC Bayern München nel 2001.
I partecipanti a ogni corso provengono da tre o quattro federazioni affiliate alla UEFA e sono guidati dai rispettivi direttori della formazione allenatori. La UEFA nomina tutor/istruttori esperti, che collaborano con il direttore tecnico e i servizi di formazione calcistica della UEFA. È inoltre prevista la partecipazione attiva di alcuni membri del Panel Jira UEFA. I tutor Howard Wilkinson (Inghilterra), Jacques Crevoisier (Francia), Nico Romeijn (Olanda) e Peter Rudbæk (Danimarca) sono intervenuti a Nyon per offrire agli studenti una guida da esperti nei tre giorni di corso, con dibattiti, scambi di opinioni e sedute pratiche allo stadio Colovray, di fronte alla sede UEFA.
“Per me è un grande piacere vedere così tanti calciatori in questa sala”, ha commentato il presidente UEFA Michel Platini nel discorso di benvenuto.
Tra le qualità più importanti che permettono a un allenatore di sopravvivere vi sono la forza di carattere e la convinzione. Al seminario, un commento di Sir Alex Ferguson ha lasciato il segno: “Se sei un giovane allenatore che ha voglia di imparare, assorbi tutto quello che senti dire dai colleghi più esperti, quelli che ce l’hanno fatta, perché tutti loro hanno una storia da raccontare”.
Wilkinson ha posto una serie di domande agli studenti, dando particolare enfasi alla passione e al sacrifici necessari in un mestiere precario.
“Siete ossessionati da questa materia? Siete pronti a passare ore a studiare e imparare per il resto della vita? Sapete quali sono i valori in cui credete di più? Sapete chi siete, quali sono i vostri punti di forza e i punti deboli? Siete in grado di influenzare il pensiero degli altri? Sapete gestire i problemi? Pensate di più alle persone o all’obiettivo? Avete la mente aperta e la voglia di imparare sempre di più? Siete disposti a cambiare?”
Wilkinson ha citato il commento di un importante allenatore: “Niente vi prepara per diventare un allenatore. Non potete capire la pressione finché non la sentite. Benvenuti nella terra dove non si dorme mai”.
Crevoisier ha evidenziato le varie pressioni a cui va incontro un allenatore, dai risultati alle aspettative del presidente e dei tifosi, alle qualità umane e di leadership, alla forza mentale e ai valori che hanno regalato successi costanti ai più grandi tecnici.
Romeijn ha sottolineato che è importante apprendere in fretta, fare domande, acquisire esperienza e osservare altri allenatori, oltre ad arricchie la propria conoscenza del calcio e avere la capacità di comunicare con le persone e guidarle.
Le esercitazioni hanno dato a Peter Rudbæk la possibilità di impartire una lezione pratica ai partecipanti, ai quali è stato chiesto di analizzare le due semifinali di ritorno di UEFA Champions League.
In una conversazione sul palco con il direttore tecnico UEFA Ioan Lupescu, Ottmar Hitzfeld ha offerto agli studenti un ampio bagaglio di consigli ed esperienze accumulate in una carriera straordinaria. “Sono molto contento di essere stato invitato – ha commentato a UEFA.com –. Mi hanno detto che ci sarebbero stati ex giocatori che vogliono diventare allenatori. Voglio aiutarli e far capire loro cosa è importante per me, condividendo le mie esperienze”.
Gli allenatori devono anche essere in grado di fronteggiare l’attenzione dei media e, grazie a interviste flash simulate, come quelle che si vedono in televisione dopo le partite di UEFA Champions League, hanno imparato a interagire con i giornalisti della carta stampata, della radio e della TV.
Nell’ultima giornata di corso, gli aspiranti allenatori hanno assistito a una presentazione su come contrastare le combine, una piaga che la UEFA vuole eliminare dal calcio con la massima priorità. Ai tecnici è stato chiesto di rispettare la regola delle “tre R”: riconoscere il tentativo di avvicinamento, rifiutarlo e riferire. Il compito della UEFA, ha spiegato il coordinatore dei servizi di intelligence UEFA Graham Peaker, è quello di tutelare giocatori, dirigenti e allenatori, per il benessere generale del calcio europeo.