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L’importanza di allenare subito

Pubblicato: Martedì, 27 aprile 2010, 14.41CET
L’ex portiere della Repubblica d’Irlanda nonché suo attuale direttore tecnico, Packie Bonner, ha parlato del mestiere dell’allenatore e di formazione tecnica in occasione del recente corso che si è svolto a Coverciano.
di Graham Turner
L’importanza di allenare subito
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Pubblicato: Martedì, 27 aprile 2010, 14.41CET

L’importanza di allenare subito

L’ex portiere della Repubblica d’Irlanda nonché suo attuale direttore tecnico, Packie Bonner, ha parlato del mestiere dell’allenatore e di formazione tecnica in occasione del recente corso che si è svolto a Coverciano.

L’ultimo Corso per Istruttori Tecnici UEFA ha segnato una piccola ma decisiva svolta. Fino ad ora, i gruppi di discussione venivano formati in base alle affinità linguistiche. A Coverciano, le federazioni nazionali sono state raggruppate in base alle sfide comuni, puttosto che all’appartenenza a una determinata lingua. E così Packie Bonner, direttore tecnico della Repubblica d’Irlanda, si è trovato a presiedere dibattiti che hanno coinvolto rappresentati di paesi che definiremmo di media categoria.

"Sulla mappa dell’Europa degli allenatori, Francia, Spagna, Germania e Inghilterra occupano una posizione preminente – ha dichiarato l’ex numero uno del Celtic FC (483 presenze) e della Repubblica d’Irlanda (80) -. L’Irlanda rientra in un gruppo di federazioni piccole a livello di squadre di club, ma in grado di competere con le migliori a livello di squadra nazionale. Abbiamo molti giocatori che militano nei massimi campionati continentali, soprattutto in Inghilterra, ma pochi club blasonati. In altre parole, siamo un paese che agisce su due livelli”.

In questi casi, come Bonner ha subito evidenziato “è fondamentale destinare risorse alle squadre nazionali giovanili, perché è qui che verrà acquisita l’esperienza internazionale, ma anche investire per elevare gli standard dei tecnici nelle squadre giovanili a livello di club”.

"Negli ultimi dieci anni – ha spiegato – abbiamo ripensato il nostro sistema di formazione degli allenatori, creato una nuova filosofia e un ambiente adatto all’apprendimento. In passato, gli ex calciatori hanno spesso guardato con diffidenza ai corsi per allenatori. Il programma di licenze UEFA è stato uno stimolo importante e oggi gli ex calciatori riconoscono che, senza i suddetti corsi, si resta a corto di organizzazione, pianificazione, gestione dei calciatori e indietro su questioni fondamentali come i programma di allenamento controllati e strutturati. Personalmente ho avuto la fortuna di fare il mio corso per allenatore quando ancora giocavo in Scozia, e ho compreso subito che si tratta di abilità non facilmente acquisibili”.

"In particolare, ho aiutato la UEFA a mettere a punto criteri per moduli specializzati per i preparatori dei portieri. Mi entusiasma pensare che ci sono dei campi molto diversi fra loro, non da ultimo la psicologia di chi difende i pali, che può contare soltanto su se stesso. Inoltre, più alto è il livello, più entra in gioco la componente psicologica”.

"Tornando al tema della formazione degli allenatori in generale, mi sono accorto di quanto sia importante creare legami saldi con altri settori all’interno della federazione. In Irlanda, per esempio, con il dipartimento tecnico e della high perfomance. Abbiamo lavorato con entusiasmo verso programmi di formazione per allenatori maggiormente basati sulla realtà, con un più elevato grado di collaborazione con i club. Anzi, entro la fine dell’anno, prevediamo di aver compiuto ulteriori progressi in questo senso e di poter condividere la nostra esperienza con altre federazioni”.

"È qui che la UEFA ha un compito da svolgere, e lo sta svolgendo in modo esemplare. È fondamentale incontrarsi alle conferenze e ai seminari per condividere conoscenze, esperienze pratiche e idee. Sono sicuro che l’Irlanda non è la sola federazione ad apprezzare questo lavoro. Per esempio, ho visto come in alcuni paesi dell’Europa orientale si sia intrapreso seriamente il cammino verso la creazione e attuazione di programmi per allenatori, che ha determinato la creazione di nuove metodologie, approcci e filosofie”.

Alla domanda su quale consiglio darebbe a un aspirante allenatore, Bonner non ha avuto esitazioni: “Partire dal basso, magari iniziare da un club quando non ci si è ancora ritirati dal calcio giocato. E in seguito fare i corsi specifici, perché per quanto l’esperienza come calciatore aiuti, le abilità richieste a un allenatore non si apprendono dal nulla. È importante seguire i corsi e gettare le basi gradualmente per il grande salto, la grande occasione di lavoro e le grandi pressioni”.

Ultimo aggiornamento: 22/04/12 3.55CET

Informazioni collegate

http://it.uefa.com/uefa/footballfirst/footballdevelopment/coachingeducation/news/newsid=1481776.html#limportanza+allenare+subito

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