
"Il valore del UEFA Jira Panel risiede nel concetto che sostiene: la Convenzione tecnica UEFA, il cui obiettivo è elevare gli standard e formare gli allenatori del futuro”, ha dichiarato l’ex tecnico ad interim e direttore tecnico dell’Inghilterra, Howard Wilkinson, attualmente membro di un panel il cui lavoro è svolto lontano dai riflettori pubblici. Per saperne di più, uefa.com ha parlato con uno dei suoi fondatori, il direttore tecnico della federcalcio belga (URBSFA-KBVB), Michel Sablon.
"L’organo è intitolato al Dr. Vaclav Jira, che ha guidato un gruppo di lavoro istituito dalla Commissione per lo sviluppo tecnico UEFA, di cui era allora presidente. Purtroppo è scomparso nel 1993, prima che il progetto diventasse realtà. La Commissione Jira, come era chiamata allora, si riunì per la prima volta a Parigi a marzo 1995 per fissare i criteri volti a migliorare gli allenatori di livello B, A e Pro nel quadro di un progetto volto a introdurre licenze europee per gli allenatori. A Gand, nel gennaio del 1997, le prime sei federazioni sottoscrissero la Convenzione tecnica UEFA. Da allora, tutte le 53 federazioni affiliate l’hanno sottoscritta”.
"In un certo senso, i formatori tecnici sono gli uomini invisibili del calcio. Ma posso assicurare che è un lavoro a tempo pieno. I corsi devono essere costantemente aggiornati e devono riflettere le tendenze nel gioco. Ricordo che, dieci anni fa, era opinione comune che, per essere un buon calciatore, bisognava essere atleti di almeno 180 cm. Il calcio era tutto muscoli e velocità, si diceva. La vittoria della Spagna nel Campionato Europeo UEFA e dell’FC Barcelona in UEFA Champions League hanno fatto cambiare idea alle persone”.
"Anche il ruolo del Panel Jira UEFA si è evoluto. Non si è voluto riunire le 53 federazioni per poi restare fermi. Oggigiorno, i membri del panel hanno diverse questioni operative e concettuali da affrontare, ma il compito più tangibile è quello di compiere visite regolari per aiutare le federazioni a sviluppare propri corsi tecnici e di valutarli ogni tre anni per verificare che soddisfino i requisiti minimi fissati nella Convenzione tecnica. Cerchiamo di aiutarli analizzando il contenuto dei loro corsi e incoraggiandoli a svolgere il 60% del lavoro formativo sul campo, lì dove conta davvero. È fantastico che ci siano oggi oltre 160.000 allenatori in Europa con licenza UEFA, e la sfida è di continuare a migliorare e aggiornare gli standard”.
"Anche la convenzione è cambiata. Da un documento iniziale di una dozzina di pagine, la versione aggiornata di recente conta 60-70 pagine. Innanzitutto per dotarla di una solida base legale e in secondo luogo per l’aggiunta di nuove sezioni e allegati, quali corsi di specializzazione per allenatori dei portieri e di futsal. L’inserimento della questione delle qualifiche tecniche nel programma di licenze UEFA è un altro importante passo in avanti”.
"La priorità in futuro sarà quella di assicurare che la formazione dei tecnici proceda di pari passo, o anticipi, l’evoluzione del gioco. Dobbiamo dare seguito al lavoro svolto fin qui nell’assicurare che tutti gli allenatori europei siano adeguatamente attrezzati per svolgere un lavoro difficile e solitario. Quando si è tenuta la prima riunione della Commissione Jira, nessuno di noi avrebbe potuto immaginare di raggiungere così tanto in così poco tempo. Senza esagerare, credo che i progressi compiuti in tutta Europa nella formazione tecnica rappresentino uno dei maggiori successi della UEFA e probabilmente uno dei progetti più significativi nel mondo del calcio”.
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