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Formare i tecnici del futuro

Pubblicato: Mercoledì, 14 aprile 2010, 10.32CET
I responsabili della formazione allenatori sono impegnati in un'approfondita seduta teorica e pratica presso il Centro Tecnico della FIGC a Coverciano.
14.04 Il Punto Sulla Giornata

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Pubblicato: Mercoledì, 14 aprile 2010, 10.32CET

Formare i tecnici del futuro

I responsabili della formazione allenatori sono impegnati in un'approfondita seduta teorica e pratica presso il Centro Tecnico della FIGC a Coverciano.

Chris van der Weerden sta affrontando una delle tappe più significative della sua carriera da aspirante allenatore presso il Centro tecnico della FIGC a Coverciano. L'ex giocatore del PSV Eindhoven sta completando la sua formazione sotto gli occhi di oltre 100 esperti provenienti dalle 53 federazioni nazionali affiliate alla UEFA.

Il 18esimo Corso UEFA di Formazione Tecnica si pone l'obiettivo di accelerare il processo verso una metodologia di appendimento maggiormente basata sulla realtà piuttosto che sugli approcci tradizionali. Pertanto, nlla prima giornata completa di lavori dell'appuntamento in programma dal 12 al 15 aprile, Van der Weerden ha ricoperto il ruolo di cavia nel corso di una simulazione di gestione del rapporto tra allenatore e giocatori e, nel pomeriggio, di una partita tra la primavera dell'ACF Fiorentina e una selezione UEFA nella quale militavano tra gli altri Lorenzo Amoruso, Graeme Le Saux, Giancarlo Antognoni e Alessandro Altobelli.

"Nel corso degli ultimi eventi dedicati alla formazione, si è dibattuto molto sulla necessità di far crescere gli allenatori inserendoli in un contesto più simile alla realtà - ha spiegato il direttore dell'area tecnica UEFA, Andy Roxburgh -. Questo corso si pone l'obiettivo di individuare il migliore approccio possibile attraverso simulazioni, dibattiti e dimostrazioni pratiche".

Roxburgh ha dato il via ai lavori esaminando le tendenze che possono influenzare la formazione dei tecnici del futuro. Se i tecnici di livello più alto ricoprono ruoli di alto profilo, coloro che li formano ne ricoprono uno altrettanto importante, pur rimanendo più defilati. L'ex Ct dell'Inghilterra Howard Wilkinson ha ricordato ai partecipanti del corso di Coverciano  che "l'insegnamento è la professione più importane al mondo", ma educare significa decidere, oltre che cosa insegnare, anche come insegnarlo.

Gli aspiranti allenatori, pertanto, devono poter fare esperienza sul campo sotto la guida di insegnanti esperti. Van der Weerden è stato seguito a Coverciano dal suo tutor personale Ruud Dokter e uno dei suoi primi incarichi è stato quello di intervistare Graeme Le Saux, nell'occasione trasformatosi in un talento olandese Under 17 in procinto di approdare nella nazionale Under 19.

L'ex difensore del Chelsea FC e dell'Inghilterra si è avvalso della collaborazione di Lorenzo Amoruso, difensore di ACF Fiorentina e Rangers FC, per affrontare la tematica-chiave della tre giorni toscana da una prospettiva diversa, ovvero che cosa i giocatori si aspettano da un allenatore. I due hanno sottolineato come una buona comunicazione sia al primo posto nei desideri dei calciatori.

"Ho lavorato con tecnici italiani, olandesi, inglesi e scozzesi - ha spiegato Amoruso, che è in possesso della licenza UEFA Pro -. Ho imparato qualcosa da tutti, anche se devo ammettere che molti si consideravano più dei semplici decisionisti che dei veri comunicatori. Alcune volte questo approccio mi ha impedito di sentirmi interamente parte di una squadra".

Le Saux, che nel corso dei soi 15 anni di carriera ai massimi livelli ha lavorato con 18 allenatori, ha aggiunto: "La mancanza di continuità spesso è un problema sia per i giocatori che per gli allenatori e io sono convinto che sarei migliorato come calciatore se avessi avuto l'opportunità di lavorare più a lungo con i tecnici veramente preparati che ho avuto l'opportunità di incontrare nel corso della mia carriera. Prima di venire qui ho fatto un elenco di tutti gli allenatori con cui ho lavorato e mi sono reso conto che ho apprezzato maggiormente quelli che erano in grado di comunicare in maniera approfondita con ciascuno dei membri della squadra".

"Quando giocavo, era ancora in voga l'idea che tutti i calciatori di una squadra fossero uguali perché indossavano la stessa divisa - ha proseguito Le Saux -. Proprio per questo, sono felice di vedere che gli insegnati presenti qui stanno invitando gli allenatori di domani ad abbandonare questo tipo di approccio".

Tra le fasi salienti della seconda parte del corso figura l'intervento del Ct Azzurro Marcello Lippi.

Ultimo aggiornamento: 22/04/12 3.56CET

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