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La Juve come il maggiordomo

Pubblicato: Lunedì, 24 settembre 2012, 9.07CET
All'inizio di un buon libro giallo tutti, in fondo, pensiamo che l'assassino sia il maggiordomo; dopo le prime giornate di Serie A, gli indizi per capire chi 'ammazzerà' il campionato portano tutti verso Torino: nemmeno un'agenda fitta e i cambi di guida tecnica e interpreti sfiorano i bianconeri.
La Juve come il maggiordomo
Fabio Quagliarella (Juventus) ©AFP/Getty Images
Pubblicato: Lunedì, 24 settembre 2012, 9.07CET

La Juve come il maggiordomo

All'inizio di un buon libro giallo tutti, in fondo, pensiamo che l'assassino sia il maggiordomo; dopo le prime giornate di Serie A, gli indizi per capire chi 'ammazzerà' il campionato portano tutti verso Torino: nemmeno un'agenda fitta e i cambi di guida tecnica e interpreti sfiorano i bianconeri.

Come all'inizio di un libro giallo si è portati a pensare che l'assassino sia il maggiordomo, così le prime giornate di Serie A lasciano intendere che ad 'ammazzare' il campionato sarà nuovamente la Juventus: unica a punteggio pieno, la squadra bianconera è capace di alternare guida tecnica e giocatori senza battere ciglio.

Esaltato dal gol del pareggio in casa del Chelsea FC di mercoledì, Fabio Quagliarella raddoppia e con le sue reti al 64' e al 69' contro l'AC Chievo Verona consegna ai Bianconeri la vetta solitaria per la prima volta in questa stagione - dato che l'SSC Napoli non va oltre il pareggio contro il Calcio Catania e la S.S. Lazio perde contro il Genoa CFC.

Al di là dei risultati, però, quello che impressiona della squadra di Massimo Carrera è la capacità di cambiare gli interpreti della manovra senza colpo ferire: la Juve può persino permettersi di far riposare il 'cuore del gioco' Andrea Pirlo e schierare Paul Pogba, può lasciare in panchina Sebastian Giovinco e vincere, tanto per cambiare.

La partita contro il Chievo si chiude con 9 tiri in porta e 22 totali per i bianconeri, che avrebbero anche potuto registrare un risultato più rotondo se non fosse stato per Stefano Sorrentino. "Per me è una bella soddisfazione", ha detto Quagliarella. "Anche perché arriva dopo un lungo periodo che, dall’infortunio in poi, sembrava non finire mai: con il lavoro e la pazienza però, se uno ha qualità le soddisfazioni arrivano".

E' questo il caso anche di Kwadwo Asamoah, uno degli ormai tanti assi nel centrocampo juventino. E' giovane - 23 anni -, forte, e umile: "E' grazie ai compagni se gioco così", dice. Per un allenatore, il massimo che si possa chiedere. Per gli avversari, invece, rimane ben poco: chi sperava che senza Pirlo la Juve avrebbe arrestato la sua corsa è rimasto deluso, chi pensava che gli impegni di UEFA Champions League avrebbero asciugato le energie dei campioni d'Italia deve ricredersi.

E' troppo presto per dare un giudizio definitivo e la storia del calcio insegna che in tempi più stretti si sono compiute rimonte ben più larghe di quella che ora viene chiesta ai contendenti della Juve per lo Scudetto, ma gli indizi raccolti fino a ora portano tutti verso Torino. San Siro resta stregato per le milanesi, ancora incapaci di vincere in casa, con l'FC Internazionale Milano che si arrende davanti ai propri tifosi per 2-0 contro l'AC Siena e l'AC Milan che dà una consolazione ai nerazzurri perdendo 2-1 in trasferta contro l'Udinese Calcio. 

A mantenere vive le speranze rimane la Lazio, che perde, è vero, contro il Genoa, ma può dare la colpa alla sfortuna; la Roma di Zdeněk Zeman, ieri a riposo forzato, rimane una mina vagante e anche il Napoli di Walter Mazzarri, esaltato dal gioiellino Lorenzo Insigne, alza la mano senza neanche troppa timidezza. E pensare che non molto tempo fa la Juventus giocava sempre di sabato, in Serie B.

Ultimo aggiornamento: 24/09/12 10.35CET

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