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C'era una volta Milano. E forse c'è ancora

Pubblicato: Lunedì, 10 dicembre 2012, 10.15CET
Dopo un avvio di stagione da belle addormentate, Inter e Milan sembrano aver ritrovato lo smalto perduto sia in Italia che in Europa. E come in tutte le favole, la speranza per entrambe è quella del lieto fine.
di Fabio Balaudo
C'era una volta Milano. E forse c'è ancora
Andrea Stramaccioni è il tecnico più giovane della Serie A ©Getty Images
Pubblicato: Lunedì, 10 dicembre 2012, 10.15CET

C'era una volta Milano. E forse c'è ancora

Dopo un avvio di stagione da belle addormentate, Inter e Milan sembrano aver ritrovato lo smalto perduto sia in Italia che in Europa. E come in tutte le favole, la speranza per entrambe è quella del lieto fine.

C'erano una volta, a inizio stagione, due principesse di nobile nascita che avevano smarrito la via. Il loro castello, lo stadio Giuseppe Meazza in San Siro, era diventato territorio di conquista per tutti i loro (malvagi?) nemici e in alto, lassù, la fortezza della regina Juventus diventava via via un puntino sempre più piccolo...

Passarono i giorni, le settimane e i mesi. La principessa con i colori nerazzurri fu la prima a destarsi dal suo sonno. Un giovane cavaliere senza macchia, Ser Andrea, prese per mano le truppe smarrite e le guidò al successo in battaglia contro l'armata della principessa rossonera. Fu una vittoria, sofferta, ottenuta con l'aiuto della sorte, ma infuse coraggio. E da allora la principessa nerazzurra ritrovò la strada. Sconfisse in battaglia persino la regina, sconfisse le armate di Ser Walter e di colpo la fortezza bianconerà non sembrò più un picco perso tra le nebbie e irraggiungibile.

La principessa rossonera, nel frattempo, continuava a dormire, sprofondata in un sonno senza sogni. Tutto sembrava ormai perduto, ma un giorno un giovane la prese per mano, non un principe, ma un faraone. Ser Stephan era il suo nome. Il giovane faraone lottò con coraggio, caddé e si rialzò, ma alla fine riuscì a risvegliare la sua principessa. A quel punto non c'era più tempo da perdere e la loro marcia proseguì a tappe forzate. Successi su successi, cadde ancora anche la regina bianconera. E fu così che la principessa rossonera e quella nerazzurra ritrovarono se stesse.

Raccontare il calcio sotto forma di fiaba può sembrare bizzarro a una prima analisi, ma quanto vissuto in questa stagione da FC Internazionale Milano e AC Milan, le due principesse addormentate, ha per certi versi i contorni del fiabesco. Partite entrambe in sordina in campionato, le milanesi hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie per raddrizzare una stagione che a poche settimane dal suo inizio sembrava già da buttare via.

L'Inter ci è riuscita un po' prima. Pur non incantando con il gioco ha risalito la classifica, battuto la Juventus e staccato il biglietto per i sedicesimi di finale di UEFA Europa League con due turni d'anticipo. A tutto questo ha fatto seguito un altro breve passaggio a vuoto, ma grazie al successo di domenica sull'SSC Napoli, i Nerazzurri sono tornati secondi in solitaria a quattro punti dalla Juventus. Con l'intenzione di giocarsela fino alla fine.

Se l'Inter non incanta ma è seconda, il Milan è senza ombra di dubbio la squadra più in forma del momento insieme all'AS Roma di uno strepitoso Francesco Totti, che grazie alla doppietta firmata contro l'ACF Fiorentina è diventato il terzo miglior cannoniere in attività del campionato italiano. Chiusa la parentesi giallorossa, torniamo ai colori rossoneri: si diceva che il Milan era la squadra più in forma del campionato e a testimoniarlo sono i numeri.

Sabato i Rossoneri hanno centrato un rotondo successo in rimonta sul campo del Torino FC, il terzo di fila in campionato ed il secondo consecutivo in trasferta. E tenendo conto del fatto che ad aprire il tris vincente era stata una vittoria contro la regina Juventus, allora va da sé che il povero Diavolo ha lasciato spazio al Diavolo scalatore. Certo, la vetta dista ancora 14 punti e i cugini nerazzurri sono lontani dieci, ma per chi in questa stagione aveva frequentato con assiduità la colonna di destra della classifica il settimo posto attuale è un bel segnale di guarigione in corso. Anche perché il Milan, nel frattempo, ha pure staccato senza particolari affanni il biglietto per gli ottavi di finale di UEFA champions League.

Ad intrecciare il destino delle due cugine milanesi, infine, c'e un ultimo punto. Entrambe le squadre, profondamente rinnovate rispetto al passato, hanno ritrovato la strada grazie a un giovane. Quello nerazzurro, Andrea Stramaccioni, siede in panchina. Il tecnico meno stagionato della Serie A, con i suoi 36 anni, rappresenta un mix di vecchio e nuovo: un po' Helenio Herrera, un po' José Mourinho, pur non dispensando spettacolo ha permesso ai nerazzurri di ritrovare concretezza. Se poi passerà agli annali come permaloso, oppure come spensierato, sarà il futuro a raccontarcelo.

Il Milan, invece, il suo golden boy 2.0 ce l'ha in campo e si chiama Stephan El Shaarawy. Appena 20enne, il talento rossonero guarda tutti dall'alto della classifica cannonieri con 12 gol segnati ed è stato lui il vero artefice della rinascita. Certo, il suo taglio di capelli non sarà da "abatino", ma in casa Milan ormai tutti si sono resi conto di avere per le mani un vero e proprio crack. Da anni non si vedeva in Serie A un giocatore tanto giovane e allo stesso tempo già tanto decisivo. Neppure Gianni Rivera, e si parla di pantheon rossonero, aveva un peso specifico tanto alto all'interno della squadra all'età del faraone.

La favola delle principesse, per il momento, termina qui. Le belle addormentate sono state svegliate e l'incantesimo che gravava su San Siro è spezzato ormai da qualche tempo. Certo, le vette da scalare e i nemici da superare non mancheranno nei prossimi mesi, ma si sa che spesso nelle favole, anche in quelle calcistiche, arriva il lieto fine: "E vissero per sempre felici e vincenti".

Ultimo aggiornamento: 10/12/12 12.39CET

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