
La Federcalcio islandese (Knattspyrnusamband Íslands o KSÍ) viene fondata solo nel 1947, ma la Federazione calcio di Reykjavík, in rappresentanza della Federazione Sportiva Islandese, si è occupata di tutte le questioni riguardanti il campionato islandese a partire dal 1912, anno della prima edizione. La KSÍ è membro della FIFA dal 1947, e della UEFA dal 1954.
Al primo campionato islandese, nel 1912, partecipano solo tre squadre, ma il calcio diventa sempre più popolare, anche se il numero delle squadre aumenta con una certa lentezza. Nell’anno della nascita della KSÍ si contano 14 squadre, delle quali 8 sono ancora in piena attività: Fram, KR, Víkingur e Valur di Reykjavik; Haukar e FH di Hafnarfjordur, oltre a KA e Thór di Akureyri. Oggi sono circa 80 le squadre affiliate alla KSÍ.
Il primo incontro internazionale viene disputato nel 1946, un anno prima della fondazione della KSÍ. L’avversario è la Danimarca, che infligge un sonante 3-0 alla formazione islandese.
La prima vittoria dell’Islanda giunge nel 1947, con un 2-0 sulla Finlandia a Reykjavik. Tre anni dopo la nazionale islandese riporta una delle vittorie più prestigiose della sua storia. La Svezia viene sconfitta per 4-3 in un incontro disputato nella capitale, con Ríkhardur Jónsson, giocatore dell’ÍA Akranes, che realizza quattro gol. Trascorrono 50 anni prima che la Svezia perda di nuovo contro l’Islanda. La vittoria per 2-1 dell’Islanda si compie ancora a Reykjavik. Il momento più triste, tuttavia, risale al 1967 quando a Copenaghen la Danimarca travolge l’Islanda per 14-2.
Negli ultimi anni la squadra ha offerto con regolarità ottime prestazioni. Tra queste ricordiamo il pareggio per 1-1 contro i neo campioni del mondo della Francia nel 1998, una vittoria per 1-0 contro la Russia nello stesso anno e il trionfo per 3-1 contro la Repubblica ceca nel 2001. Tra i grandi risultati da ricordare c'è anche quello del 2004, con l'Italia battuta per 2-0 a Reykjavik in amichevole allo stadio Laugardalsvöllur. La qualificazione a UEFA EURO 2004™ viene mancata per un soffio. Questo significa che al giorno d’oggi anche nazioni minori, dal punto di vista calcistico, come l’Islanda possono mettere in difficoltà avversari ben più quotati. Uno dei motivi va sicuramente ricercato nel crescente numero di giocatori islandesi che hanno intrapreso carriere professionali all’estero.
Il primo giocatore professionista islandese, e uno dei più grandi di sempre, è stato Albert Gudmundsson, che, durante gli anni ’50, ha militato nelle file di Arsenal FC, AC Milan, e AS Nancy-Lorraine. Altri giocatori famosi sono stati Ásgeir Sigurvinsson, capitano del VfB Stuttgart, Atli Edvaldsson, attaccante nella Bundesliga tedesca, Arnór Gudjohnsen, che ha giocato con RSC Anderlecht e FC Girondins de Bordeaux e Eyjólfur Sverrisson, Stoccarda e Hertha BSC Berlin in Germania e Beşiktaş JK in Turchia. Attualmente sono più di 50 i giocatori islandesi impegnati all’estero, soprattutto in Inghilterra e in Scandinavia. Il più conosciuto è sicuramente Eidur Gudjohnsen, vincitore della UEFA Champions League con l'FC Barcelona e grande protagonista con le maglie di Bolton Wanderers FC, Chelsea FC e AS Monaco FC.
In origine tutti gli incontri internazionali venivano disputati al Melavöllurinn Stadium di Reykjavik, dove si registrava un’affluenza fino a 10.000 spettatori in occasione degli incontri di cartello. L’attuale stadio principale, il Laugardalsvöllur, è stato inaugurato nella capitale nel 1957 e rappresenta ora il fulcro dell’attività calcistica in Islanda. Nel 1968, più di 18.000 spettatori hanno assistito alla partita di Coppa dei Campioni tra Valur Reykjavík e l’SL Benfica di Eusébio. Record battuto solo da 20.204 spettatori che hanno visto l'Islanda battere l'Italia nell'agosto del 2004.
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