Giovani reporter fanno pratica a Women’s EURO

Undici giovani reporter hanno partecipato a un programma della UEFA e dell'AIPS (Associazione Internazionale Giornalisti Sportivi) per la loro prima esperienza a un torneo importante, il Campionato Europeo femminile.

Il presidente UEFA Aleksander Čeferin (seconda fila, quarto da sinistra) con i giovani giornalisti e i mentori alla vigilia della finale
Il presidente UEFA Aleksander Čeferin (seconda fila, quarto da sinistra) con i giovani giornalisti e i mentori alla vigilia della finale ©Sportsfile

L'Austria non è stata l'unica squadra che ha esordito con successo a UEFA Women’s EURO 2017. Undici giovani reporter provenienti da altrettante nazioni sono stati allenati dalla UEFA e dall'AIPS (Associazione Internazionale Giornalisti Sportivi) per la loro prima esperienza a un torneo importante... e sono anche arrivati in finale.

L'AIPS conduce l'esclusivo programma Young Reporters da sei anni ed è alla terza collaborazione con la UEFA dopo quelle agli Europei Under 21 in Israele (2013) e Repubblica Ceca (2015).

Oltre a imparare a condurre le interviste o a scrivere i commenti dopopartita, i giovani reporter hanno 'corso' contro giornalisti più affermati negli stadi.

Grazie alla guida di tre tutor – Keir Radnedge, Martin Mazur e Riccardo Romani – i giornalisti hanno imparato a lavorare nel contesto dello stadio e a esplorare, sviluppare e mettere in pratica le competenze necessarie svolgere questo mestiere nell'era moderna.

Il presidente UEFA Aleksander Čeferin, che ha consegnato i diplomi ai partecipanti alla vigilia della finale, ha ridabito il suo sostegno al programma: "Insieme all'AIPS, la UEFA è orgogliosa di sostenere questi giovani che hanno seguito UEFA Women’s EURO”, ha dichiarato.

“Siamo sicuri che avete acquisito un'esperienza preziosa durante il torneo. Sicuramente vi sarà utile per il futuro".

Sono state giornate intense, con molte conferenze stampa, partite e interviste in mixed zone. Alcuni giornalisti non avevano mai scritto un articolo dopopartita; per questo, i 12 incontri della fase a gironi sono stati una bella sfida.

Jeroen Adriaanse, AIPS Young Reporter proveniente dall'Olanda, pensa che l'intensità di tornei come questo sia fondamentale per l'apprendimento.

"Inizi ad avere un approccio diverso, perché capisci quanto è diversa ogni partita. Non ti concentri solo sulla tua squadra; per esempio, quella tra Islanda e Austria è stata una partita completamente diversa e con tante sottotrame".

"Esercitandoti con le interviste in zona mista, inizi ad avere un tuo atteggiamento personale sulle domande da fare".

Lavorare allo stadio e parlare con i giocatori è stato fondamentale, ma altrettanto importanti sono stati i consigli dei tutor. Le lezioni riguardavano argomenti come domande, preparazione e stile, ma gli insegnanti hanno anche portato esempi pratici per far capire concretamente cosa significhi essere un giornalista sportivo di successo.

Per esempio, per spiegare quanto sia fondamentale l'introduzione dell'articolo, uno dei tutor ha parlato del paragrafo d'apertura come del primo appuntamento. Dopo la sessione, non a caso, la qualità delle introduzioni è aumentata significativamente.

Entro la fine del torneo sono stati prodotti oltre 140 di articoli, tutti variabili per contenuti e di qualità sempre maggiore. Gianni Merlo, presidente  AIPS, ha dichiarato: "Lavoriamo costantemente per migliorare i nostri corsi e appreziamo molto la collaborazione con la UEFA".

"Insieme siamo riusciti a creare un programma che è un investimento sulla cultura del giornalismo del calcio, un elemento che riteniamo necessario di questi tempi. Si tratta di preparazione, per capire sia la nostra professione che il futuro del calcio".

Anche se a vincere il trofeo è stata l'Olanda, gli 11 Young Reporters AIPS sono tornati nel loro paese con un premio altrettanto importante: un'esperienza preziosa nel giornalismo sportivo.

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