Fra trionfi e pagine buie

Il viaggio nei 60 anni di vita della UEFA continua con gli anni '80, in cui si assiste a successi memorabili e a uno dei capitoli più tristi nella storia del calcio: la tragedia dell'Heysel.

La Francia si aggiudica il titolo europeo nel 1984
La Francia si aggiudica il titolo europeo nel 1984 ©Getty Images

A livello di club, la prima metà degli anni '80 è dominata dalle squadre inglesi. Il decennio si apre con la seconda Coppa dei Campioni vinta dal Nottingham Forest FC, che in soli tre anni emerge dalla seconda divisione inglese e sale sul trono d'Europa insieme al leggendario allenatore Brian Clough. Stavolta, il trionfo arriva con un solo gol contro l'Hamburger SV a Madrid. Con la solita sagacia, Clough dichiarerà: "Per vincere la Coppa dei Campioni non ho dovuto mandare in bancarotta il Nottingham Forest. Ce l'ho fatta perché sono un buon allenatore e non perché ho sventolato il libretto degli assegni".

Nel 1981, il Liverpool FC batte il Real Madrid CF per 1-0 a Parigi, mentre un'altra rivelazione, l'Aston Villa FC, conquista il sesto trionfo inglese consecutivo un anno dopo. Dopo la vittoria del campionato inglese con il tecnico-dittatore Ron Saunders, il suo successore Tony Barton porta la squadra in finale a Rotterdam e batte il favorito FC Bayern München. Il dominio inglese viene interrotto solo l'anno successivo dall'Amburgo, che grazie a un gol dalla distanza di Felix Magath batte la Juventus ad Atene, ma riprende nel 1984 quando il Liverpool supera l'AS Roma ai rigori allo stadio Olimpico.

La finale del 1985 è una delle pagine più buie del calcio europeo. Prima della sfida tra Juventus e Liverpool allo stadio Heysel di Bruxelles, ben 39 persone perdono la vita per il crollo di una recinzione. La partita si gioca comunque e viene vinta dai bianconeri con un calcio di rigore di Michel Platini, ma è ovviamente priva di significato. Dopo la tragedia, la sicurezza diventa una delle massime priorità e, in tal senso, la UEFA intensifica la collaborazione con le autorità politiche europee.

Il 1986 è l'anno dell'Europa dell'Est. A Siviglia, il portiere Helmut Duckadam para quattro rigori all'FC Barcelona e regala all'FC Steaua Bucureşti la sua prima Coppa dei Campioni. Un'altra prodezza memorabile, il colpo di tacco di Rabah Madjer, suggella il trionfo dell'FC Porto sul Bayern l'anno successivo, mentre nel 1988 il PSV Eindhoven si impone ai rigori contro l'SL Benfica a Stoccarda e sale sul trono continentale.

Il decennio viene chiuso da una squadra memorabile: l'AC Milan degli olandesi Marco van Basten, Ruud Gullit e Frank Rijkaard, che travolge la Steaua per 4-0 a Barcellona. L'artefice è Arrigo Sacchi, che non ha mai giocato a livello professionistico e ha lavorato per alcuni anni come commesso in un negozio di scarpe. Il tecnico romagnolo, però, risponde agli scettici dichiarando: "Non ho mai saputo di un fantino che è stato un grande cavallo!".

Per quanto riguarda le nazionali, il Campionato Europeo UEFA del 1980 in Italia è il primo a disputarsi con un tabellone a otto squadre. A vincerlo è la Germania con due gol di Horst Hrubesch contro il Belgio, mina vagante del torneo. "Avevamo una buona squadra, una delle migliori d'Europa - commenterà Hrubesch -. Eravamo forti in ogni ruolo e il gruppo era molto unito, quindi riuscivamo a giocare un bel calcio". Quattro anni dopo, uno degli Europei più divertenti viene vinto dalla Francia padrona di casa, guidata da Michel Platini. L'attuale presidente UEFA segna nove gol in totale (compresa una tripletta di sinistro/destro/colpo di testa contro la Jugoslavia) e trascina la sua squadra alla vittoria finale contro la Spagna a Parigi. "Vincere è stata una gioia immensa - dichiarerà Platini -. Riuscirci davanti ai nostri tifosi è stato la ciliegina sulla torta".

L'Europeo del 1988 in Germania Occidentale si tinge d'arancio. Quattordici anni dopo l'exploit in Coppa del Mondo FIFA, l'Olanda ritrova il leggendario Rinus Michels in panchina e si aggiudica il titolo grazie ai tre olandesi del Milan. La preparazione, però, non è sempre ortodossa, come confermerà Gullit: "Alla vigilia della finale [contro l'URSS] siamo andati al concerto di Whitney Houston, immaginate? Prima di scendere in campo ci siamo detti: 'Ieri ci siamo divertiti con Whitney Houston, ora siamo qui e possiamo divertirci con la coppa'". A fare il resto ci pensano un gol del No10 e lo spettacolare tiro al volo di Van Basten da posizione impossibile...

Negli anni '80, il calcio in rosa forgia la sua identità grazie alla nascita del Torneo Europeo UEFA per rappresentative femminili. L'evento inaugurale si gioca tra il 1982 e il 1984, quando 16 paesi si sfidano per disputare una doppia finale, ed è vinto dalla Svezia. La Norvegia vince la seconda edizione nel 1987, mentre la Germania Ovest si aggiudica quella del 1989. Il torneo ha un impatto talmente positivo che, dalla seguente edizione, riceverà lo status di Campionato Europeo a tutti gli effetti.

Mentre il calcio diventa sempre più legato agli affari, la UEFA considera sempre più importante reinvestire i fondi generati dalle sue attività. Dal 1987, inoltre, aumenta notevolmente il personale e i budget per tenere il passo della crescita a livello sportivo. Dal punto di vista legale, si vedono gli effetti di un'Europa senza confini e, nel frattempo, si dedica sempre maggiore attenzione ai diritti televisivi e nascono sofisticate tecniche di marketing. Per quanto riguarda la formazione, la UEFA continua organizzare corsi tecnici e arbitrali. Nel 1986 nasce il Comitato Medico. Dal 1982/83, l'organo di governo del calcio europeo consente agli sponsor di imprimere il loro marchio sulle maglie nelle competizioni per club. Nel 1988, San Marino diventa il 35º membro della UEFA. Contemporaneamente, si iniziano ad adottare nuove tecnologie, formando una banca dati del calcio europeo nella sede di Berna.

Ad agosto 1983 accade un'altra tragedia, la scomparsa del presidente UEFA Artemio Franchi in un incidente stradale. Il calcio europeo rimpiangerà a lungo un amministratore di grande talento. Il suo successore è lo stimato francese Jacques Georges, che guida la UEFA nella delicata transizione dopo la tragedia dell'Heysel e accetta nuove sfide.

All'interno della UEFA, il segretario generale Hans Bangerter si gode la meritata pensione dopo una carriera distinta e tre decenni ricchi di eventi. Bangerter passa le consegne Gerhard Aigner: entrato nella UEFA nel 1969, il tedesco ha una vasta esperienza in tutte le attività dell'organizzazione ed è la persona giusta a ricoprire la carica. Aigner sarà una figura chiave anche negli anni a venire, quando il calcio europeo vivrà una crescita ancora più esplosiva...