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L'Ugra riporta la coppa in Russia

Dopo otto anni di attesa, la Russia vince la sua terza Coppa UEFA di futsal grazie agli esordienti dell'Ugra Yugorsk, trionfatori contro l'Inter nella final four a Guadalajara.
di Paul Saffer
da Guadalajara
L'Ugra riporta la coppa in Russia
Zviad Kupatadze (Ugra Yugorsk) ©Sportsfile

L'Ugra riporta la coppa in Russia

Dopo otto anni di attesa, la Russia vince la sua terza Coppa UEFA di futsal grazie agli esordienti dell'Ugra Yugorsk, trionfatori contro l'Inter nella final four a Guadalajara.

Dopo otto anni di attesa, la Russia vince la sua terza Coppa UEFA di futsal grazie agli esordienti dell'Ugra Yugorsk, trionfatori contro l'Inter FS nella final four a Guadalajara.

L'Ugra irrompe sulla scena eliminando il Kairat Almaty campione in carica con un 5-2 nella fase Elite: è la seconda volta che i campioni in carica non raggiungono la fase finale da quando è in vigore il nuovo formato (2006/07). L'Ugra, però, non è propriamente una squadra di novellini perché può contare su giocatori come Vladislav Shayakhmetov, Andrei Afanasyev (trionfatori nel 2008 con il Sinara Ekaterinburg) e Robinho (vincitore tre anni prima con l'Action 21 Charleroi).

L'avversario dell'Ugra in semifinale è il Benfica, che agguanta il 3-3 nei tempi regolamentari. La squadra russa perde il portiere Zviad Kupatadze sull'1-1 per un tocco di mano fuori area, ma il subentrato Sergei Slemzin si dimostra all'altezza. Dopo un altro gol per parte ai supplementari si arriva ai calci di rigore: il portiere neutralizza il tiro dal dischetto di Rafael Henmi e Robinho trasforma quello decisivo.

L'Inter, tre volte vincitore del torneo, inizia contro il Pescara, prima squadra a raggiungere le final four dal turno preliminare. La formazione abruzzese si porta in vantaggio con Mauro Canal ma viene rimontata da Ricardinho e Cardinal. Dopo il 3-1 di Rafael all'inizio del secondo tempo, Adolfo Salas accorcia le distanze, ma Mario Rivillos fissa il punteggio sul 4-2.

Nella finale per il terzo posto, il Pescara affronta il Benfica e apre anche le marcature, ma il Benfica pareggia e quindi vince 2-0 ai rigori. È la nona volta nella storia del torneo che si arriva ai tiri dal dischetto: il portiere Juanjo vi partecipa per la quinta.

Dopo tre incontri emozionanti, anche la finale è carica di tensione. Ricardinho, infortunato contro il Pescara, gioca nonostante qualche acciacco, mentre Slemzin è il giocatore più in vista dell'Ugra. Entrambe le squadre passano in vantaggio nel primo tempo e rimangono sul 2-2 dal 18' al 38', quando Afanasyev va in rete sugli sviluppi di un calcio d'angolo. A 55 secondi dal termine, Katata insacca a porta vuota e sigla il 4-2.

L'Inter non si dà per vinto e accorcia con Daniel Shiraishi. Quindi, l'Ugra perde Ivan Chishkala per espulsione e i padroni di casa colpiscono un legno, ma la squadra russa resiste ed emula i connazionali della Dynamo (2007) e dell'Ekatrinburg (2008). "Non puoi battere l'Inter facendo semplicemente girare il pallone - commenta Kakà, allenatore dell'Ugra -. Devi metterci il cuore, la voglia e il sacrificio".

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