Ventura: "Chiedo scusa agli italiani per il risultato"

Il Ct dell'Italia si prende le sue colpe dopo lo 0-0 contro la Svezia e la mancata qualificazione per il Mondiale. "’Impegno e volontà, però, non sono mai mancati".

Gianluigi Buffon e Gian Piero Ventura
Gianluigi Buffon e Gian Piero Ventura ©Getty Images

Scuro in volto, provatissimo. Dopo lo 0-0 con la Svezia, che costa l’Italia la qualificazione al Mondiale 2018 in rosa, Giampiero Ventura sa di essere sul banco degli imputati.

“Non mi sono dimesso, non ho neanche parlato con il presidente (Carlo Tavecchio, ndr)”, chiarisce l’ex tecnico di Bari, Pisa e Torino in conferenza stampa a San Siro, “Sono arrivato in ritardo e chiedo scusa, perché ho voluto salutare ogni giocatore, uno a uno”.

“Nel calcio, quando non si ottiene un risultato, è evidente che il responsabile è l’allenatore”, prosegue Ventura, “E’ un risultato che dal punto di vista sportivo è pesantissimo, ero assolutamente convinto che ci fosse la volontà feroce di fare e la partita di stasera lo ha confermato, ma il calcio è fatto così. Io ci sto da tanti anni e so accettarlo”.

“Sono orgoglioso di aver fatto parte del gruppo azzurro e di aver lavorato con grandi campioni e con altri ai quali auguro di diventarlo”, chiarisce, “Sono dispiaciuto, perché stasera per l’ennesima volta ho capito che cosa significa allenare la nazionale: qualcosa di veramente unico e straordinario, ringrazio il pubblico di San Siro per le emozioni perché ci ha aiutato e sostenuto sino all’ultimo minuto”.

Le dimissioni? “C’è da valutare un’infinita di cose, parlerò con la Federazione, ci confronteremo e affronteremo il problema”, ribadisce, “Capiremo insieme cosa fare. Qualsiasi cosa sarà partorita verrà accettata. I toni con Tavecchio saranno quelli che abbiamo usato sempre, c’è un ottimo rapporto con tutta la federazione”.

Gianluigi Buffon, Andrea Barzagli e Daniele De Rossi hanno salutato l’azzurro. “Lo sapevamo”, ammette Ventura, “La posta in palio era il Mondiale, il loro Mondiale ma anche di tutti gli altri, posso dire anche il mio se devo essere sincero. Quanto dispiacere ho, l’ho detto ai giocatori e ho affrontato singolarmente con loro questa tematica”.

“La mia colpa maggiore? Fino alla partita con la Svezia eravamo esattamente nella situazione che ci aspettavamo di tutti…”, ricorda l’allenatore, “La colpa è aver fatto due partite senza segnare un gol, io sono nel calcio da tanti anni e questo ha una risonanza assoluta, evidente. Bisogna accettarlo, qualsiasi altra parola sarebbe inutile”.

“Chiedo scusa agli italiani, non dell’impegno, della volontà e di tutto il resto. Ma del risultato assolutamente sì”, l’amara conclusione del Ct.