La trappola del Trap
Mercoledì, 7 Ottobre 2009Affrontare la nazionale campione del mondo in carica è già di per sé un'avvenimento particolare per qualsiasi formazione del pianeta. Figuriamoci poi, se la nazionale in questione è quella azzurra e il Ct della squadra avversaria - la Repubblica d'Irlanda in questo caso - si chiama Giovanni Trapattoni ed è l'allenatore che ha conquistato più Scudetti nella storia del calcio italiano. Gli ingredienti per un amarcord sui bei tempi andati ci sarebbero tutti, ma ad ingolosire ancora di più il piatto ci ha pensato la classifica del Gruppo 8: A Marcello Lippi basterà ottenere un punto per centrare la qualificazione diretta alla Coppa del Mondo FIFA 2010, ma l'Irlanda del Trap superando gli Azzurri e vincendo l'ultima partita potrebbe ancora ottenere l'accesso diretto al Mondiale Sudafricano. Una sfida che tutti vorrano evitare di perdere, quindi. A partire da Trapattoni, che vestiti con successo i panni di italiano da esportazione, ha dichiarato senza mezzi termini: "Scenderemo in campo per fare tre punti".
Niente compromessi
Eppure, un pareggio a Croke Park potrebbe, in qualche modo, andare bene a tutti: l'Italia conserverebbe quattro punti sugli avversari e accederebbe direttamente al Mondiale, mentre l'Irlanda, che nell'ultima gara del girone se la vedrà con Montenegro, si guadagnerebbe l'accesso allo spareggio per il Sudafrica. Trapattoni, però, non è uomo che ami calcoli e compromessi. Il tecnico di Cusano Milanino - in passato tacciato fin troppo spesso di difensivismo - ha fatto capire di volersi giocare le sue chance fino in fondo e affila le armi in vista del rendez-vous con gli Azzurri. Il fatto che fino al 2002 sulla panchina che ora è di Lippi ci fosse seduto lui, è un dettaglio marginale. "Giocheremo per vincere fino al 90' - ha dichiarato il Trap senza mezzi termini -. Ci stiamo preparando al meglio per centrare il nostro obiettivo. Non è una questione di rivincite personali, l'Irlanda ospita l'Italia e ha tutte le carte in regola per batterla. I miei giocatori devono metterselo in testa".
Non dire gatto...
Per un uomo che siede in panchina da quasi 35 anni e che ha raccolto successi in mezza Europa, del resto, l'obiettivo è sempre soltanto uno: la vittoria. Trapattoni ha sempre saputo instillare nelle squadre che ha guidato la sua mentalità vincente e l'Irlanda non fa certo eccezione, come dimostra il secondo posto nel girone. Proprio per questo, il desiderio di arrivare fino in fondo, di centrare l'impresa da antologia, è ancora più forte. "Voglio la vittoria, perché so che questa squadra ha i mezzi per ottenerla - ha proseguito il tecnico 70enne -. Se guardiamo alla classifica, ci bastano due punti [per accedere allo spareggio], ma se l'Italia perdesse le ultime due partite, allora potremmo ottenere anche la qualificazione diretta". Un avvertimento a Lippi che in linguaggio trapattoniano suona proprio come il famoso "Non dire gatto, se non l'hai nel sacco".
Italia da decifrare
Da buon Italiano, tuttavia, Trapattoni sa che la sfida di Dublino sarà disseminata di trappole e, memore dell'1-1 del 1 aprile a Bari - risultato che lasciò un bel po' di amaro in bocca a un'Irlanda in superiorità numerica per gran parte della partita, - è consapevole che gli Azzurri potrebbero lasciare l'iniziativa ai padroni di casa per poi cercare di pungere in contropiede. Questo, però, non significa che gli uomini di Lippi scenderanno in campo con in mente solo il pareggio. "Può darsi che nel corso della partita l'Italia decida di accontentarsi, ma sicuramente non è venuta fin qui con l'obiettivo del pareggio - ha concluso il Trap -. La fisionomia della squadra non ha subito modifiche e anche se in campo potrebbe esserci qualche novità, giocheranno comunque con due punte". La partita a scacchi è già cominciata, ma la patta sembra l'unico risultato scongiurato in partenza.
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