Per Garcia un esordio agrodolce
Domenica, 14 Dicembre 2008Non è esattamente l’esordio che aveva sognato. Ma Leandro Garcia Pereira è stato a suo modo decisivo, nella finale del primo Campionato Europeo Under 21 UEFA. Con l’Italia sotto 2-0 alla fine del primo tempo, Paolo Minicucci ha deciso di affidarsi a lui, più abile con i piedi del portiere titolare Gabriel Miraglia, ma sempre in panchina nelle prime quattro partite del torneo: anche grazie al suo contributo gli Azzurrini sono riusciti a raddrizzare la partita, prima di essere beffati dalla Russia nei rocamboleschi tempi supplementari.
Sfortuna
“E’ difficile commentare questa partita”, spiega a uefa.com nel dopo-partita l’estremo difensore del CL Terni, “potevamo vincere e ci aspettavamo tutti questo titolo: poi è arrivata la sfortuna, tre pali interni e la palla che non voleva entrare. E’ incredibile”. A 7 secondi dalla fine del secondo tempo supplementare, Garcia si è addirittura incaricato di tirare il tiro libero che poteva portare gli Azzurrini ai rigori: ma il pallone si è stampato sul legno. “Pensavo che il mio tiro libero fosse dentro”, rivela, “ma non è stato così”.
Importante
Il portiere di “scorta” non è rimasto sorpreso quando Minicucci nell’intervallo gli ha annunciato che sarebbe entrato in campo. “Sono entrato perché gioco con i piedi, sapevo che in qualsiasi momento ci fosse stato bisogno sarei potuto entrare”, osserva, “Ero sicuro. Sono entrato bene, speravo in un risultato diverso ma non è stato possibile: quando (Wellington) Coco ha segnato la doppietta, pensavo che fosse finita: mi sono detto il trofeo è nostro e nessuno può portarcelo via”. Il rammarico è non essere riusciti ad applicare le indicazioni del Ct. “Il mister ci aveva detto di stare attenti sulle palle inattive, ma non siamo riusciti a farlo”, riflette Garcia, “Loro hanno avuto un po’ di fortuna a fare gol sfruttando il nostro punto debole. Il torneo però è stata un’esperienza positiva, la mia carriera sta iniziando ora: cominciare con un secondo posto, giocando bene, è comunque importante. Questo voglio portarmelo dietro tutta la vita”.
Coco
Coco, dunque, è stato un po’ l’eroe mancato della finale, ma non per sua volontà: ha realizzato una doppietta nell’arco di 20 secondi che ha consentito all’Italia di portarsi per la prima volta in vantaggio nella finale, prima dell’amaro epilogo. “All’inizio è mancata un po’ di fiducia in noi stessi, pensavamo che fosse già tanto essere in finale degli Europei dopo aver battuto la Spagna”, sottolinea il numero 10 spiegando la partenza ad handicap, “Secondo me abbiamo fatto benissimo, abbiamo giocato un bel futsal come diceva il mister, ma ci è mancata un po’ di cattiveria e voglia, qualcosa in più per riuscire a vincere la partita o mantenere il risultato di 4-3”.
Uomo della finale
All’attaccante della Marca Trevigiana stanno scomodi i panni di miglior giocatore in campo. “Non sono stato l’uomo della finale”, spiega, “Ho segnato soltanto due gol per provare ad aiutare la squadra a vincere ma purtroppo non è successo. Sono comunque contento, soddisfatto: alla fine loro credo che abbiano meritato la vittoria, hanno saputo giocare sui nostri errori e sono diventati campioni”.
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